Messner Mountain Museum + Renon #4

Salve a tutti!

Oggi è giornata di picchi massimi di temperatura, a casa manca la corrente e mancherà ancora per 2 ore e mezza, il ventilatore non può ventilare e io ho deciso di respirare soltanto o, al massimo, muovere le dita sulla tastiera del portatile finché reggerà la batteria…

Mi scuso in anticipo per le tante foto, siamo alla quarta e penultima puntata del reportage… Capisco la fatica anche solo per guardarle tutte e quindi vi esento dal leggere il testo, che sarà comunque minimo!

Pronti, via!

Il nostro quarto giorno di permanenza in Alto Adige decidiamo di trascorrerlo, almeno in parte, nel Messner Mountain Museum di Firmian, qualche chilometro a sud di Bolzano. E’ uno dei 6 musei tematici sulla montagna che Messner possiede e ne è la sede principale.

Questo in particolare è dedicato al rapporto che unisce l’uomo alla montagna, è un percorso simile a quello che in Tibet si fa attorno alla montagna sacra e che viene chiamato kora.. Ecco, ciò che Messner ha voluto creare al MMM è una kora.

Il cuore del circuito museale ideato da Reinhold Messner trova spazio tra le antica mura di Castel Firmiano, rese accessibili da una struttura moderna in vetro e acciaio. Il percorso espositivo si snoda tra le torri, le sale e i cortili della rocca, offrendo al visitatore una visione d’insieme dell’universo montagna. Opere, quadri, cimeli e reperti naturali raccontano lo stretto rapporto che unisce l’uomo alla montagna, l’orogenesi delle catene montuose ed il loro disfacimento, il legame tra montagna e religione, la maestosità delle vette più famose del mondo, la storia dell’alpinismo dagli inizi fino all’odierno turismo alpino.

Ci dirigiamo verso Castel Firmiano, sede del museo e che è una delle fortezze più antiche dell’Alto Adige.

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Si lascia la macchina in un parcheggio custodito, ci inoltriamo in un sentiero nel boschetto che ci conduce all’entrata del castello…

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Si capisce già qual è lo spirito del luogo… Il castello è stato restaurato in maniera sapiente… entriamo anche un po’ in soggezione, siamo i primissimi turisti, il museo ha aperto solo da qualche minuto.

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Prendiamo un caffè nel ristoro/ristorante, che invita a rimanere anche dopo aver terminato la visita, e iniziamo!

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Nella prima costruzione che si incontra, viene analizzato il rapporto montagna-guerra: è una mostra temporanea, che può essere visitata fino a novembre.

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Sono colpita soprattutto dall’equipaggiamento dei soldati che combatterono durante la prima guerra mondiale proprio sulle Dolomiti, morendo di fame e freddo, più che per le azioni nemiche…

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Proseguiamo dirigendoci verso la Torre Bianca, che è dedicata alla storia e al restauro del castello..

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L’ometto di pietra di cui vi ho parlato nel post precedente e che si incontra nei sentieri di montagna qui diventa un omone gigante costruito con blocchi di porfido…

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Entriamo… Si va dai ritrovamenti archeologici della zona fino alla manifestazione per l’indipendenza dell’Alto Adige che venne tenuta qui nel 1957 da Silvius Magnago e il suo “Los von Trient”, via da Trento, che sostituì il “via da Roma”, è scritto a chiare lettere, con tutta la documentazione al riguardo.

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Salendo, si capisce anche che il paesaggio circostante è parte integrante del museo e della visione d’insieme che se ne deve ricavare…

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Il torrione nord ospita la religione tibetana con gli illuminati disposti nelle feritoie e un grandissimo rullo delle preghiere al centro: potrete farlo risuonare e così liberare le preghiere che sono al suo interno…

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Ci sediamo un po’… non c’è niente che disturbi in questo posto… tutto ha un equilibrio e i materiali usati per il restauro, il vetro, l’acciaio, il ferro, sono in totale armonia con il preesistente e non sono visibili tubature o cavi o altro…

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Saliamo la scaletta di ferro, incontrando varie figure di “montanari”…

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… ed entriamo nella montagna, nella Grotta dei Cristalli e di re Laurino…

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Mamma mia come si sta bene qui dentro! Non vorrei uscire più e fare amicizia con gli abitanti della grotta… Ma si prosegue, verso le zone dedicate alle origini delle montagne e alla loro conquista…

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Entrando e uscendo dalle torri, dove l’esposizione si sviluppa su vari piani, e passando per i “corridoi” formati dalle mura, si arriva al cortile interno…

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Qui facciamo una sosta all’ombra, seduti su massi provenienti da varie parti del mondo così come i reperti che potrete toccare e accarezzare… Annapurna, Nanga  Parbat…

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Il cammino termina incontrando anche un po’ della spazzatura che trovereste sull’Everest… questo è l’alpinismo moderno…

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… dando un ultimo sguardo ad uno dei quadri incorniciati dalle aperture delle torri…

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… toccando con la testa e facendo sventolare le ultime bandiere delle preghiere…

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… e uscendo dove il nostro viaggio ha avuto inizio…

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Nelle mie imprese alpinistiche ho sempre fatto un passo alla volta. Se vuoi spostare più in là i confini devi camminare adagio, con passo costante e pacato, a grado a grado. Chi corre saltando i gradini, prima o poi inciamperà.

Reinhold Messner

Messner è stato accusato di aver voluto fare dei mausolei autodedicati con il circuito dei musei della montagna… ma vi dico che a me questo è piaciuto molto, godere del luogo è già di per se’ uscire più ricchi da qui.

Come continuare? Con un bel pranzetto!

Via in macchina verso il Renon, l’altipiano che sovrasta Bolzano. Con la funivia si fa prima, ma tendiamo al risparmio! Arriviamo a Maria Assunta e alla Gasthof Schluff.

DSC_0152 DSC_0153 I pargoli optano per una tipica cotoletta grande come il piatto, mentre i genitori per il maxi canederlo…

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DSC_0164 DSC_0166 DSC_0168 DSC_0169 DSC_0171 DSC_0172 DSC_0175 DSC_0177 DSC_0180 DSC_0181 DSC_0182

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Ecco, non ho detto niente. Volendo, potrete anche prendere il trenino che fa il giro dell’altipiano! Scendendo verso Bolzano, ci fermiamo al laghetto di Costalovara…

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… facendo un giro a proprio riscio e pericolo fino a revoca!

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Vabbè, io potrei abitare in una di queste case, si si si…

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Vi capita di fare foto solo perché vi piace come sta il verde con il grigio del legno?

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Terminiamo i nostri giri tornando da Monika, che ormai ci ha adottato…

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… e anche mentre sei lì seduto ad un tavolo capita di trovare cose belle, semplicemente alzando lo sguardo…

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… o abbassandolo! E no, lui non paga il conto!

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Poi ti fai un giretto a Piazza delle Erbe e ti perdi tra i fiori…

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… immaginando che gli uomini che si fermano ai banchi li regaleranno alle loro signore…

o magari se li comprano per proprio piacere, perché no?DSC_0208 DSC_0210

E mentre ti perdi anche tra la frutta i pargoli ti chiamano perché devi assolutamente vedere l’arcobaleno! Sono soddisfazioni!

DSC_0212 Rimesti un po’ tra i mattoncini Lego che qui si vendono a bicchieri per la meraviglia del pargolo 2!

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Prima di infilarti nel parcheggio dai un ultimo saluto a piazza Walter…

DSC_0215 Quando poi arrivi a casa, mentre ceni capisci perché si chiama Rosengarten…DSC_0222

… e saluti la luna piena di questa bellissima giornata!

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Ragazze/i, questa vacanza non mi ha regalato delusioni!

Torno presto con il prossimo post, questa volta breve, per l’ultima puntata: andremo al Muse di Trento! Poi i saluti, si chiude per le vacanze!

Grazie per la visione!

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6 thoughts on “Messner Mountain Museum + Renon #4

  1. so di ripetermi, ma le foto sono meravigliose davvero! mi sa che il MMM sarà una delle prossime mete quando torniamo da quelle parti, mi ispira molto!
    il Rosengarten è sempre emozionante❤
    ma pargolo 1 vi svetta tutti? quant'è cresciuto!!!

  2. pronta per partire, valigia pronte, acquisti fatti, mi resta solo da passare a commentare qui, ho letto tutto dal cellulare ma non accettava sufficienti parole per commentare. Prima di tutto grazie, adoro i tuoi reportage, le tue foto, come riesci a collegarle tra loro per raccontarci una storia. In più amo la montagna, la zona la conosco ed è bellissima e noi Svizzeri dentro ci sentiamo molto a casa in quelle zone, vuoi per il bilinguismo, vuoi per i paesaggi, vuoi per mentalità. Per noi ê meta invernale, sci ai piedi e non resta molto spazio ( o nulla ) per visitare il resto, ma è anni che ci ritroviamo al mare, pensando che forse noi ci troveremo meglio in montagna🙂

    Quindi tengo presente questo post e il tuo itinerario, perché abbiamo un modo di vivere la vacanza simile e sono certa piacerebbe a tutta la famiglia. Un caro saluto, Giò

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