Venezia in tre ore: pronti? E non solo.

E’ da un po’ che manco dal blog in veste di fotografa dilettante di reportage sconclusionati, è arrivata l’ora di rimediare…. poveri voi!

Si è presentata l’occasione di fare un viaggetto con la squadra di rugby del pargolo 2:

il giovedì si parte e si va in gita a Venezia (120 persone tra bimbi, genitori e allenatori di tre categorie),

il venerdì si gioca a Padova al torneo Bottacin.

Ecchenonsiva?

Io sono la mamma accompagnatrice per eccellenza.

Prendo queste occasioni come fughe dall’eremo in cui mi trovo e poi, diciamolo, non andavo a Venezia dalla gita di seconda media! Capperi!

Il viaggio ve lo risparmio, abbiamo corso con il pullman come disgraziati per quattro ore con una sosta-pipì di 10 minuti per arrivare in tempo al treno da prendere a Dolo. Abbiamo corso a piedi per un km, visto che il pullman non entrava in un sottopassaggio e ci ha lasciato lontano dalla stazione… finalmente siamo arrivati a Venezia.

Wow!

Dissero in coro!

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L’espressione era un po’ questa…

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Ma non c’è tempo da perdere!

Si prendono i cartelli anti-smarrimento da sventolare come i migliori gruppi di turisti e si parte, a piedi, come un lungo serpentone, invadendo le calli, i campi, i ponti… La meta questa volta non si fa al di là dei pali, ma si fa se si arriva a Piazza San Marco!

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Camminando, anzi, quasi correndo dietro a questa banda di masnadieri faccio foto un po’ di qua e un po’ di là… quelle che ho messo qui sono solo alcune… E’ difficile dire cosa ti colpisce di più mentre corri, ma direi tutto!

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Ci fermiamo a mangiare un panino all’ombra di alberi che spuntano dal cemento ed è bello pensare che dentro ad una città come questa i bambini abbiano la possibilità di giocare a pallone per strada o semplicemente correre dietro ad un piccione…

Tra parentesi, qui il caffè costa 1€ e un gelatone 2.50€.

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E si può anche prendere una pizza al volo!

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 Ma chi si ferma troppo è perduto, si riparte, rifocillati e con nuove energie… mica tanto!

Tutto intorno c’è talmente tanta bellezza che le gambe, per ora, è come non averle.

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Arriviamo all’acqua aperta, a respiri più ampi, a colori diversi…

La maleducazione trovata in una gelateria, dove cacciano chi non consuma (senza esagerazione) viene presto dimenticata…

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Piazza San Marco è là dietro, forza, ce la facciamo!

A nuoto si farebbe prima… ma solo se sai nuotare!

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Noi guardiamo loro, loro guardano noi… Chissà se ci vedono così…

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Ma, alla fine, la meta è raggiunta! Siamo senza parole, non solo per i 15 chilometri…

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Il pargolo 2 è distrutto, ha un problema ai talloni e sono stati messi a durissima prova, non riesce più a camminare.

Dopo la visita alla Basilica, un babbo volenteroso se lo prende in groppa e decidiamo di prendere il vaporetto per il ritorno…

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Passiamo davanti al Ponte dei Sospiri sospirando molto e qualcuno neanche se ne accorge!

Ma ecco che ci imbarchiamo… e questo viaggetto in vaporetto è stata la cosa preferita dal pargolo 2!

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Ci godiamo la traversata poi ci sediamo sui gradini a bordo canale,

aspettiamo che gli altri gruppetti ancora in giro ci raggiungano per riprendere il treno e le ultime immagini di Venezia sono questa…

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… e questa…

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E’ stato bello, bellissimo, ma ci ripromettiamo di tornare con la dovuta calma!

Scesi dal treno, si riprendono i pullman e bimbi e genitori vengono accompagnati nei rispettivi alberghi.

Io sono nella suite Acqua con la mia amica Beatrice e sua figlia Benedetta.

Quando mi ricapita una cosa così????

Il fatto che non ci sia la porta del bagno e che senta benissimo le gambe non collaboranti sono un dettaglio di pochissimo conto…

(se siete in zona, Hotel In a Cazzago, consigliatissimo!)

Alle sette in punto della mattina dopo sono a fare colazione!

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Ci ricongiungiamo ai pargoli e andiamo a Padova, pronti per giocare.

Certo, il giorno prima non è stato proprio riposante… Ma si fa sentire più che altro sui genitori.

I pargoli danno del loro meglio, disputando 6 partite.

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Anche il pargolo 2 ce la mette tutta, si fa anche male, salta una partita, poi mi dice: Voglio giocare, quindi posso!

Ritrova il sorriso, si fa una foto con Michele Campagnaro, giocatore della nazionale…

92-DSC_0529… e quando poi lo vedo così alla fine del torneo penso di non essere più stanca…

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Si riparte sotto la pioggia…

Durante il viaggio si ride e si scherza tra genitori,

pensiamo che forse i nostri figli si sono addormentati sul loro pullman mentre noi giochiamo a nomi, città, fiori, animali…

***

Non so quando e se potrò fare un altro reportage,

ma intanto qualche cartolina da Venezia e dintorni sono riuscita a regalarvela!

Forse anche voi ci avete messo tre ore ad arrivare in fondo… Non vogliatemene!

A presto!

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14 pensieri riguardo “Venezia in tre ore: pronti? E non solo.

  1. Bellissime foto…che ricordi….l’ultima volta che sono stata a Venezia ero incinta di 6 mesi del mio secondo bimbo….faceva un caldo incredibile…ma ero talmente felice e affascinata..ogni angolo mi faceva sospirare…che non mi sono resa conto di quanti km abbiamo fatto…nelle foto io e mio figlio grande siamo stravolti ma con il sorriso. Le abbiamo riviste qualche tempo fa con il piccolo…che mi ha chiesto…ma c’ero io li dentro? gia’…..proprio tu!!! bacio manu

  2. ma stra-stra-wow-wow!!!! foto meravigliose, facce bellissime! il pargolo 2 è cambiatissimo, è Grande!
    noi ogni tanto una scappatina a Venezia la facciamo (da Bologna non è troppo scomodo, e quando c’è la Biennale…via!), è sempre meravigliosa, sia col sole, che con la pioggia, che con la nebbia!
    grazie per il reportage, fa sempre molto piacere cominciare una settimana con foto così belle!

    1. Grazie Claudia! Sei fortunata se puoi vivere Venezia ogni tanto e in maniera rilassata! Hai visto come è cresciuto il pargolo? Quell’altro non ti dico… Un bacio!

  3. Come sempre rimango a bocca aperta guardando le tue foto, riesci a farmi vedere una Venezia diversa.
    ps. non bisogna entrare nel sottopasso per andare alla stazione dei treni di Dolo!!!!!!

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